Il pensiero di
Sara Cirone

Sara Cirone è una manager specializzata in gestione d’impresa, pianificazione e progettazione strategica, gestione delle risorse umane e delle relazioni istituzionali. Originaria di Pescara, da oltre venticinque anni opera in Emilia Romagna, territorio che ha individuato come ideale per lo sviluppo delle sue conoscenze e competenze.

La formazione umanistica

Brevissima e ansiosissima è la vita di quelli che dimenticano il passato, non curano il presente, temono il futuro: giunti all’ultima ora, tardi comprendono, disgraziati, di essere stati tanto tempo occupati a non far nulla.

Seneca
Fondamentale nella definizione della sua identità è stata la formazione umanistica compiuta presso l’Ateneo di Bologna, dove si è laureata in Lettere Classiche. L’aspetto antropologico dei suoi studi ha dato un contributo sostanziale al suo percorso personale e professionale, ma ancor prima al suo pensiero: la possibilità di conoscere in modo approfondito i sistemi sociali, economici e culturali delle principali civiltà del passato – da quella greco-romana a quella bizantina, passando per le civiltà precolombiane – ha offerto a Sara Cirone un punto di vista privilegiato per analizzare l’evoluzione della civiltà umana in senso lato e per maturare una visione estremamente ampia sullo sviluppo della società, composta da un territorio, dalle istituzioni che lo amministrano, dalle risorse che lo arricchiscono e soprattutto dalle persone che vi vivono. Particolare interesse ha suscitato in lei la cultura romana e il suo pensiero filosofico, ma soprattutto il modello di sviluppo applicato dall’impero romano nella sua espansione in nord Europa e in tutto il Mediterraneo, dove ha dimostrato un’enorme capacità di gestione del territorio e di valorizzazione degli individui e delle comunità, attraverso politiche locali vincenti.

L’impresa come comunità operante

L’analisi del passato e la consapevolezza della preziosa eredità ricevuta ha acceso in Sara Cirone una scintilla di profondo interesse per l’umano, che si è presto sviluppata e maturata in una naturale propensione all’impresa, intesa come comunità operante che produce beni materiali e immateriali che consentono lo sviluppo della civiltà stessa. Successivamente agli studi umanistici, quindi, ha conseguito un Master in Gestione e sviluppo risorse umane, un MBA (Master of Business Administration), un corso di alta formazione in Marketing presso la Facoltà di Sociologia di Bologna e un Master Advanced in PNL (Programmazione neuro linguistica): una formazione tecnica che le ha permesso di completare la sua visione con gli aspetti più attuali e innovativi della gestione d’impresa.

Nel 2002 ha intrapreso il suo percorso nel mondo imprenditoriale, come consulente nella gestione di risorse umane e change management. Successivamente Sara Cirone ha sviluppato la propria carriera, come Direttore Risorse Umane (2006-2008), Direttore Generale (2008-2010) e dal 2011 come Amministratore Delegato della Stafer Spa di Faenza (Ra).

Best practice: l’esempio di Stafer Spa

Durante la propria esperienza all’interno dell’azienda, Sara Cirone ha applicato una serie di interventi che partissero dall’attenzione alla cultura locale, dalla vicinanza alla comunità e ai cittadini: innovativi apparati di welfare aziendale, che permettessero alla comunità aziendale di ampliare la visione di insieme ed entrare in un concetto di ecosistema.

Tra le attività più innovative applicate all’interno dell’azienda, la pubblicazione del Report Integrato, una forma di rendicontazione degli elementi tangibili e intangibili dell’impresa e della sua capacità di creare valore, con cui Stafer è stata premiata agli Oscar di Bilancio 2018, l’iniziativa promossa da Ferpi, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, con Borsa Italiana e Università Bocconi, che dal 1954 riconosce le imprese più virtuose nelle attività di reporting e nell’attenzione verso gli stakeholder. All’azienda faentina è andato – a parti merito con Unipol Group – il “Premio Speciale – Miglior Report Integrato”, assegnato in collaborazione con il Network Italiano Business Reporting (NIBR) che oggi è diventato Organismo Italiano Business Reporting (OIBR), e l’International Integrated Reporting Council (IIRC). Già nel 2017 Stafer era salita sul podio, classificandosi al secondo posto a pari merito con Unicredit. 

“Stafer ha prodotto un documento completo, sintetico e facilmente fruibile con elementi di rendicontazione originali e non consueti per una PMI – si legge nella motivazione del Premio. – L’approccio integrato emerge dall’uso di strumenti finanziario-economici anche in ambito di sostenibilità, ad esempio la mappa strategica e il processo di creazione di valore. Particolarmente apprezzata l’analisi di materialità tridimensionale.”

Parallelamente alla gestione aziendale, Sara Cirone ha ampliato i suoi ruoli nel contesto dell’impresa con altre cariche istituzionali, come Vicepresidente del Gruppo Metalmeccanica di Confindustria Romagna, membro del Tavolo Tecnico Responsabilità Sociale d’Impresa e Sostenibilità di Confindustria Nazionale, e consigliere nell’Organismo italiano di Business Reporting

La responsabilità per il bene comune

Durante il suo cammino professionale, tra il 2007 e il 2008 ha avuto modo di approfondire – tramite la riflessione di Rita Levi-Montalcini – gli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM), che dal 2000 al 2015 hanno impegnato i Paesi membri delle Nazioni Unite nel tentativo di risoluzione delle principali criticità che storicamente affliggono l’umanità, nella convinzione che la società globalizzata del terzo millennio possegga la ricchezza, la conoscenza e i mezzi per coronare il sogno di una civiltà affrancata dalla miseria e dalla mancanza dei beni fondamentali. Dall’analisi degli Obiettivi, Sara Cirone ha maturato la convinzione che la società attuale, impegnata nel consumo spasmodico dei beni tecnologici, abbia dimenticato l’enorme eredità ricevuta dalle civiltà pregresse in ogni ambito, così come il concetto fondamentale di posterità: si nota una tendenza involutiva verso il materialismo e la soddisfazione di beni immediati, in un preoccupante meccanismo di deresponsabilizzazione verso le prossime generazioni e le civiltà del futuro.

Il male assoluto del nostro tempo è non credere nei valori. I giovani devono credere in qualcosa di positivo e la vita merita di essere vissuta solo se crediamo nei valori, perché questi rimangono anche dopo la nostra morte.

Rita Levi-Montalcini
È necessario dunque tornare a sviluppare cultura, affinché alla velocità di pensiero e produzione che caratterizza la società attuale vengano applicati i principi dell’umanità e del suo sviluppo. Da questa consapevolezza, oltre dieci anni fa Sara Cirone ha maturato la convinzione che fossero necessari nuovi modelli imprenditoriali che, oltre al profitto, considerassero il bene comune come obiettivo prioritario. L’entrata in vigore della Legge del 28 dicembre 2015, n. 208, che ha individuato la società benefit come nuova forma giuridica d’impresa, rappresenta il momento di svolta: nasce così Sara Cirone Group Srl Società Benefit – Evoluzione responsabile d’impresa

Il pensiero di Sara Cirone

Lo sviluppo sostenibile di una società è raggiungibile solo attraverso un processo di rigenerazione territoriale, che metta in comunicazione e collaborazione armonica i tre elementi che compongono e animano il territorio stesso: le imprese, le istituzioni pubbliche e la società civile organizzata (enti, associazioni, ecc.). Facendo tesoro dell’eredità culturale e produttiva ricevuta dalle civiltà del passato e consapevoli della propria responsabilità verso le generazioni future e verso la civiltà in senso lato, i soggetti del territorio condividono strategie e azioni, per coniugare ai rispettivi obiettivi la generazione di beni intangibili e di un valore condiviso, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile e integrato della comunità.